Itinerari naturalistici in Campania a Benevento e nel Sannio

Forre del Titerno

Forre del TiternoLungo il corso del Titerno sulla strada provinciale che collega Cerreto Sannita a Cusano Mutri è possibile visitare le Forre del Titerno, che rappresentano alcuni dei luoghi più suggestivi ed incontaminati del Sannio beneventano.

Le Forre del Titerno sono dei piccoli canyon scavati nel corso di migliaia di anni dall’azione erosiva delle acque dell’omonimo fiume.

L’origine etimologica dell’idronimo non è stata ancora accertata, tuttavia probabilmente esso deriva dalla radice greca “tereo” che significa “sfregare o consumare”, oppure da Tito figlio di Annibale morto in tenera età che secondo la leggenda sarebbe stato sotterrato nel letto del fiume.

Il Titerno ha origine dalle sorgenti Petrosa e Crocella, site a 1200 m di quota e dal torrente Acquacalda ai piedi del monte Pesco Rosito (1252 m) in territorio di Pietraroja, e si estende per circa 30 km per poi confluire nel Volturno in demanio del Comune di Puglianello. Le forre si sviluppano principalmente in due punti del corso del fiume - nel comune di Cusano Mutri, chiamate anche "gole di Caccaviola", nel comune di Cerreto Sannita, chiamate "forre del Titerno" o "delle Lavelle". Le forre del Titerno raggiungono una profondità massima di trenta metri ed un diametro massimo di circa quindici metri.

Forre del TiternoDalle forre delle Lavelle parte un percorso naturalistico caratterizzato da cascate e piscine naturali scavate nella roccia bianca che tramite una apposita segnaletica porta agli altri siti naturalistici presenti alle pendici di Monte Cigno (la Rocca) come la grotta delle streghe, la grotta delle fate e la grotta dei briganti o grotta chiusa.

L'ingresso di quest’ultima , molto stretto e sinuoso, consente l’accesso ad una serie di ambienti ricchi di stalattiti e stalagmiti che terminano nella "cattedrale", maestoso locale alto circa 20 metri.

Compreso nel percorso è un protoponte costituito da scalini in pietra calcarea. L’equipaggiamento richiesto è costituito semplicemente da scarpe da trekking, macchina fotografica, zaino e torcia per visitare le grotte, mentre i requisiti sono soltanto una buona forma fisica. Tuttavia è consigliabile portare con sé solo bambini di età non inferiore ai 12 anni ed è preferibile rivolgersi alle amministrazioni locali per prenotare una visita guidata.

Forre del TiternoAltri sentieri naturalistici in cui poter effettuare delle escursioni guidate sono rappresentati dalle “gole di Caccaviola" e dal “salto dell’orso”.

Tra questi quello delle “gole di Caccaviola” è sicuramente quello più avventuroso ed impervio, in quanto si tratta di un sentiero torrentizio che necessita obbligatoriamente di una guida esperta nonché di un certo equipaggiamento, tuttavia il suo fascino e la sua suggestività vi lasceranno di certo profondamente colpiti e sarà un’esperienza che difficilmente dimenticherete.

Lago di Decorata: sentieri naturalistici, aree pic-nic e pesca sportiva

Decorata è la maggiore frazione del Comune di Colle Sannita. Si trova a 782 m s.l.m e dista 8 km da Colle Sannita, 9 da Castelvetere in Val Fortore ed 11 da Riccia (CB). Il paese è una meta agrituristica piuttosto apprezzata per l’incantevole scenario paesaggistico e per l’omonimo lago caratterizzato da acque limpide e pescose. Nell’area boschiva che circonda il lago che misura circa 80 Ha si sviluppa un sentiero, opportunamente organizzato con passamano in legno, guadi per i ruscelli e segnaletica naturalistica che consente la conoscenza del bosco, la sua osservazione, e lo studio della sua vegetazione. Il percorso è piacevole ed interessante, adatto ad un trekking mediamente impegnativo.

Altre caratteristiche del percorso, che una volta veniva utilizzato dagli agricoltori e allevatori della zona per raggiungere le fontane Cupole e Tolli, sono la presenza di aree di sosta attrezzate con tavoli e panche per pic-nic e svaghi a diretto contatto con la natura e nel pieno rispetto di essa. Inoltre esso rappresenta il luogo ideale per gli amanti della pesca sportiva. Il laghetto ospita numerose specie come carpe di buona taglia (+10 Kg), grosse tinche, blackbass, trote iridee e fario, nonché lucci rari. Di conseguenza le tecniche di pesca consigliate sono: spinning, tocco, bolognese, leggering, e carp-fishing.

Come raggiungerlo: dalla superstrada Benevento-Campobasso seguire per Circello e poi le indicazioni per Decorata. Superate il paese e girate a sinistra sulla stradina che si inoltra nel bosco (c'è una fontana che esce da un costone di roccia). Seguite l' indicazione "Laghetto montano".  

Sentieri naturalistici nel Parco Regionale del Taburno-Camposauro

Itinerari naturalistici in Campania nel SannioIl Parco del Taburno-Camposauro offre una serie di sentieri destinati ad un trekking più o meno impegnativo caratterizzati da un paesaggio suggestivo ed incontaminato.

Il grado di difficoltà dei percorsi si distingue in base al dislivello e alla lunghezza del tratto da percorrere.

Le indicazioni di seguito riportate sono state raccolte da fonti attendibili. Tuttavia, SannioTurismo non si assume nessuna responsabilità in merito alla loro esattezza e all'effettiva percorribilità dei percorsi.

Sentiero T1: porta da Tocco Caudio a Campo Cepino

Come raggiungere in auto l’inizio del sentiero: Dal centro abitato di Tocco Caudio, in località Friuni ci si porta sulla SP 4 e si raggiunge il bivio con la SP 117 che porta al monte Taburno. Da qui si sale per circa 2,8 km, attraversando un castagneto, fino all’imbocco di una stradina sulla destra. Dopo 1 km la stradina si biforca in prossimità di una staccionata e si prende il ramo sinistro, in parte asfaltato ed in parte in cemento; lo si percorre per 3,6 km fino a raggiungere una cava abbandonata, immediatamente al di sotto della quale si trova la sorgente Poveromo.

Dislivello: + 166 metri

Lunghezza e Tempo di percorrenza: 3,8 km, 1 ora e 30 minuti

Equipaggiamento: scarpe comode.

Acqua: Sorgente Poveromo e sorgente Piana Canale.

Descrizione: Il sentiero ha inizio accanto ad una vecchia cava di pietra abbandonata, vicino alla sorgente Poveromo. Iniziare a camminare sulla destra della cava e risalire il vallone tenendosi sempre sul versante destro dirigendosi verso un faggio isolato e, successivamente, un gruppetto di alcuni faggi. Superata questa macchia, dopo pochi metri si raggiunge una spianata (Forlito), che nella stagione estiva si presenta coperta di felci. Superata una collinetta, sempre sulla destra, si trova la sorgente Piana Canale. Si giunge fin qui con circa mezz’ora di cammino. Da qui ci si dirige verso nord-ovest, verso la faggeta, seguendo il sentiero che ora è ben evidente. Si attraversa un tratto di faggeta, con alcuni alberi di notevoli dimensioni, e dopo circa mezz’ora si sbuca in un pianoro, lambito dalla parte opposta dalla SP 117. Raggiunta la strada tenendosi sulla destra del pianoro, la si supera e si giunge a Campo Cepino.

Sentiero T2: porta da Campoli del Monte Taburno a Campo Cepino

Come raggiungere in auto l’inizio del sentiero: Dal centro abitato di Campoli del Monte Taburno si raggiunge Tocco Caudio (il paese vecchio) e si prosegue in direzione della chiesetta dei SS. Cosma e Damiano.

Dislivello: + 494 metri

Lunghezza e Tempo di percorrenza: 1,7 km, 2 ore e 45 minuti

Equipaggiamento: scarpe comode

Periodo consigliato: tutte le stagioni

Acqua: Sorgente Poveromo e sorgente Piana Canale

Descrizione: Dalla chiesetta SS. Cosma e Damiano si imbocca la mulattiera a circa cento metri a valle di quest'ultima. Il primo tratto è abbastanza ripido ma poco dopo si giunge in un castagneto e la mulattiera diventa in terra battuta. Superato l’ultimo tratto nel castagneto, in leggera discesa, ci si immette su un’ampio sentiero sterrato che svolta a destra e procede attraversando a metà altezza un pendio detto “Coste di Tocco” e in pochi minuti si arriva ad un casolare dal quale si raggiunge una stradina con un acciottolato in pietra che sale verso la sorgente Poveromo.

Sentiero T3: porta da Laiano a Campo Cepino

Come raggiungere in auto l’inizio del sentiero: il sentiero parte dalla frazione Laiano di Sant’Agata de’ Goti, che si raggiunge dalla provinciale SP 48. Dal piazzale antistante la chiesa di S. Michele Arcangelo si imbocca la strada sulla destra. Si percorre questa stradina asfaltata per 2,5 km, fino ad una sbarra, al di là della quale inizia il tratto sterrato. Parcheggiare l’auto e proseguire a piedi.

Difficoltà: Escursione di media difficoltà

Dislivello: + 667 metri

Lunghezza e Tempo di percorrenza: 6,4 Km, 2 ore e 30 minuti

Equipaggiamento: scarpe comode

Periodo consigliato: tutte le stagioni

Acqua: non presente lungo il percorso. A Campo di Trellica si trova un abbeveratoio per gli animali alimentato da un modesto cannello in secca nel periodo estivo.

Descrizione: Il percorso attraversa la faggeta ma la visuale rimane piuttosto nascosta a causa del dislivello. A circa un terzo del percorso si incontra un sentiero secondario che conduce verso il monte Tuoro Alto. Al termine della salita si raggiunge un piccolo rilievo sul quale è stato realizzato una sorta di “belvedere” da cui si può osservare il panorama. Proseguendo da questo punto si giunge al pianoro detto Campo di Trellica, nelle cui prossimità si trova Campo Cepino.

Sentiero T4: porta da Frasso Telesino a Campo Cepino

Come raggiungere in auto l’inizio del sentiero: dal centro abitato di Frasso Telesino si imbocca la strada provinciale SP120 verso Piana di Prata e Cautano. Dopo 6,6 km di salita si giunge al quadrivio di Piana di Prata, dove si svolta a destra e si imbocca la strada provinciale SP 117. Si continua a salire, superando vari tornanti, alcuni molto panoramici; dopo 2,7 km si incontra l’ampio imbocco sulla destra della strada comunale per Nansignano. Si prosegue attraversando un tratto di faggeta e si giunge a Campo Cepino dopo altri 1,4 km.

Dislivello: + 694 metri

Lunghezza: 10 Km

Equipaggiamento: scarpe comode

Periodo consigliato: tutte le stagioni

Acqua: Fontana del Soldato, sorgente Tormento, sorgente Petrosola

Descrizione: Il primo tratto dell’itinerario attraversa gli ultimi campi coltivati di Frasso Telesino con estesi frutteti. Si possono effettuare soste per rifocillarsi alla fontana del Soldato oppure alla sorgente Tormento. Man mano che si sale i frutteti lasciano il posto a macchie di castagni e poi a radure sempre più ampie, con felci, arbusti e alberi sparsi qua e là, soprattutto verso il centro del vallone dove scorrono le acque. Presso l’ultimo tornante della strada provinciale SP 117, nelle vicinanze del bivio per Nansignano, si trova un piccolo piazzale con una staccionata dal quale si può ammirare il panorama. Dopo questa sosta si imbocca la strada comunale per Nansignano, sulla destra; dopo poche centinaia di metri si trova la sorgente Petrosola, sul lato destro, appena al di sotto della strada. Al termine della salita si apre inaspettatamente Campo Cepino; una strada sterrata sulla destra lo costeggia e conduce al Campo di Trellica dopo poche centinaia di metri.

Sentiero Piromonte Paupisi (BN)

Partenza - via Campitello

Arrivo - Piromonte

Lunghezza - 640 m

Difficoltà - facile

Attrezzatura - scarpe comode

Percorribile - a piedi

Quota Inizio - 365 m

Quota Fine - 415 m

Dislivello - 50 m

Flora - Ulivo, Olmo, Pino, Acero, Quercia, Castagno

Fauna - Volpe, Riccio, Lepre, Picchio, Averla, Raganella, Ghiandaia, Pettirosso, Picchio

Descrizione

Partendo dal Municipio, sito in Largo G. De Marco, si prosegue lungo via Campitello (SP 44) per circa 500 metri fino all’incrocio con via San Rocco. Dopo circa 30 metri vi è l’imbocco della salita di via Costalata.

Qui ha inizio il sentiero Piromonte, caratterizzato dal muretto in pietra da un lato, e dalla staccionata in legno dall’altra. Il sentiero non presenta grosse difficoltà, e già nel primo tratto permette di godere di uno splendido panorama che comprende la valle del Calore, i paesi limitrofi e le vette dei monti del Matese.

La vallata presenta particolari geometrie disegnate dai numerosi vigneti, che a seconda delle stagioni, si colorano di diverse sfumature.

Sentiero Via del Monte Paupisi (BN)

Partenza - via Papa Giovanni XXIII

Arrivo - via Montecoccella

Lunghezza - 4672 m

Difficoltà - medio-alta

Attrezzatura - scarpe comode, zaino, bastone

Percorribile - a piedi

Quota Inizio - 315 m

Quota Fine - 340 m

Dislivello - 255 m

Flora - Larice, Abete, Pino, Acero, Quercia, Robinia, Castagno, Ailanto

Fauna - Tortora, Gheppio, Poiana, Picchio, Gufo, Civetta, Falco, Riccio, Volpe

Descrizione

Prendendo come riferimento il Municipio, sito in Largo G. De Marco, ci si incammina verso il monumento di Padre Pio; superata la caratteristica Piazza Roma, proseguiamo lungo via Padre Cherubino Izzo.

Giunti in Largo Volpi (già largo Urpi), che ospita la cappella del Sacro Cuore; percorriamo tutta via Papa Giovanni XXIII (già via Valle) fino ad un bivio; proseguiamo sulla sinistra, lungo via Montecoccella, sulla quale troviamo una sorta di rampa in cemento, leggermente in salita rispetto alla strada principale.

Il sentiero è dominato da una folta vegetazione, bosco misto, felci e piccoli arbusti. Data la natura selvaggia del luogo, è consigliato munirsi di bastone e scarpe alte, prima di affrontare il sentiero. È consigliato inoltre, farsi accompagnare da una guida esperta del territorio

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